Descrizione
In occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto in Friuli del 2 e 3 maggio, il Sindaco Enrico Diacci si è recato in visita ufficiale presso le terre colpite dal sisma del 1976, portando la testimonianza e il saluto da parte del territorio dell’Unione delle Terre d’Argine.
La visita si è inserita nel fitto programma di iniziative coordinate con la Diocesi di Carpi, che ha visto la partecipazione dell'Arcivescovo Erio Castellucci e di una folta delegazione locale.
Il Sindaco ha preso parte ai momenti salienti delle commemorazioni, tra cui la solenne liturgia presso la Caserma "Goi Pantanali" di Gemona presieduta dal Cardinale Zuppi e la visita alla comunità di Pignano
di Ragogna, storicamente legata con il nostro territorio.
Un legame indissolubile: da Pignano a Rovereto s/S
Il cuore della visita è stato il rinnovo del profondo legame che unisce la comunità friulana a quella di Rovereto sulla Secchia. Un rapporto nato nel 1976 con i primi campi estivi di solidarietà e cementato indelebilmente nel 2012, quando la parrocchia di Pignano e i volontari friulani si mobilitarono immediatamente per ricambiare l’aiuto ricevuto, sostenendo la nostra popolazione durante le drammatiche
fasi del sisma emiliano.
La visita si è inserita nel fitto programma di iniziative coordinate con la Diocesi di Carpi, che ha visto la partecipazione dell'Arcivescovo Erio Castellucci e di una folta delegazione locale.
Il Sindaco ha preso parte ai momenti salienti delle commemorazioni, tra cui la solenne liturgia presso la Caserma "Goi Pantanali" di Gemona presieduta dal Cardinale Zuppi e la visita alla comunità di Pignano
di Ragogna, storicamente legata con il nostro territorio.
Un legame indissolubile: da Pignano a Rovereto s/S
Il cuore della visita è stato il rinnovo del profondo legame che unisce la comunità friulana a quella di Rovereto sulla Secchia. Un rapporto nato nel 1976 con i primi campi estivi di solidarietà e cementato indelebilmente nel 2012, quando la parrocchia di Pignano e i volontari friulani si mobilitarono immediatamente per ricambiare l’aiuto ricevuto, sostenendo la nostra popolazione durante le drammatiche
fasi del sisma emiliano.
Nel corso delle celebrazioni, il Sindaco Diacci ha sottolineato come, per tutto il percorso di ricostruzione oggi giunto alle sue battute finali, l’esperienza friulana sia stata un termine di paragone, un orizzonte guida ma soprattutto esempio di rinascita e rinnovo, pur mantenendo intatta l'identità sociale.
Verso l'anniversario del maggio 2012
La ricorrenza del terremoto friulano assume un significato simbolico ancora più forte poiché cade a poche settimane dal nostro anniversario. Tra poco meno di un mese, infatti, la comunità di Novi di Modena, come tanti Comuni della Bassa, commemoreranno il ricordo delle scosse del 20 e 29 maggio 2012.
“L’Amministrazione Comunale intende valorizzare questo ponte ideale tra Friuli ed Emilia: due terre diverse ma unite dalla stessa forza d'animo” spiega il Sindaco Enrico Diacci “Vedere oggi un Friuli totalmente ricostruito e florido rappresenta un messaggio di speranza per il nostro territorio che, dopo quattordici anni di impegno collettivo, vede vicino il completo recupero dei propri spazi rinnovati, efficienti e più sicuri”.
La ricorrenza del terremoto friulano assume un significato simbolico ancora più forte poiché cade a poche settimane dal nostro anniversario. Tra poco meno di un mese, infatti, la comunità di Novi di Modena, come tanti Comuni della Bassa, commemoreranno il ricordo delle scosse del 20 e 29 maggio 2012.
“L’Amministrazione Comunale intende valorizzare questo ponte ideale tra Friuli ed Emilia: due terre diverse ma unite dalla stessa forza d'animo” spiega il Sindaco Enrico Diacci “Vedere oggi un Friuli totalmente ricostruito e florido rappresenta un messaggio di speranza per il nostro territorio che, dopo quattordici anni di impegno collettivo, vede vicino il completo recupero dei propri spazi rinnovati, efficienti e più sicuri”.
