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rsz logoL'Amministrazione Comunale continua a seguire da vicino la vertenza FRAMA e ospiterà il prossimo incontro del 4 febbraio presso la sala consigliare "Bigi Velde".

Frama Action Novi 4La responsabilità e il rispetto verso la comunità, che per decenni ha contribuito a dare linfa vitale all'impresa, non possono e non devono essere dimenticati.

Soprattutto se sottoposti a pure operazioni di mercato e di cassa. La chiusura dello stabilimento, annunciata improvvisamente a fine dicembre scorso, sa tanto di scelta strategica e chiude gli occhi di fronte alle opportunità che sono realmente sul piatto.

Una manodopera estremamente qualificata, un know-how che vanta decenni di esperienza, una serie di bandi regionali a cui l’azienda può attingere per ottenere fondi da investire nei settori della ricerca e dello sviluppo, eventuali altri acquirenti che potrebbero rilevare l’azienda, sono elementi che non possono e non devono essere trascurati.

Eppure, di queste preziose risorse, i titolari dell’azienda non parlano. “Chiudere lo stabilimento FRAMA” sembrano essere le parole d’ordine, assunte a decisione irrevocabile.

“Prima della nomina a Sindaco ho sempre lavorato nel settore privato, conosco bene certe dinamiche di mercato e, pur capendo anche il difficile momento di congiuntura economica, non posso che rimanere profondamente contrariato da un atteggiamento tanto miope quanto ambiguo da parte del gruppo Hella” spiega il Sindaco Enrico Diacci “Perché il lavoro non ha solo una funzione economica ma possiede anche una forte rilevanza sociale, che coinvolge tutta la comunità in cui è inserito, soprattutto in un comune come il nostro alle prese con la ricostruzione post-sisma. Quale sarà l’esito di tale vertenza è da vedere ma ci impegneremo, in collaborazione con gli altri organi coinvolti nella trattativa, per far sì che qualsiasi decisione presa, verrà adottata solo dopo aver preso seriamente in considerazione tutte le risorse che sono sul piatto. Reali opportunità che possono aiutare l’azienda e i lavoratori nell’indirizzare il confronto verso un esito più costruttivo rispetto a quello prospettato dai titolari della semplice e irrevocabile chiusura”.

 

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