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La Torre della
Sacchella |
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La Torre della Sacchella presso il nucleo agricolo di
Gruppo si colloca tra Fossoli e Novi. Fu costruita con
ogni probabilità dai Pio di Carpi nella seconda metà del
sec. XV in posizione strategica a guardia del confine
con lo stato estense e il ducato di Mirandola con
funzione di avvistamento, difesa e segnalazione.
La Torre è una bella costruzione in cotto dall’accurata
muratura che ha tonalità rossastre. Ha pianta quadrata e
zoccolo a scarpa, le finestre attuali assai ampie sono
di esecuzione posteriore, mentre ne restano di originali
disposte in angolo ad illuminare il vano scala, di breve
apertura rettangolare. Questo guardiano di pietra,
integro fino a pochi anni fa, oggi è spezzato e
diroccato. |
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| Chiesa di S. Antonio in
Mercadello |
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Quando nel giugno del 1651, il duca di Modena, concesse
in feudo Rovereto e il suo territorio comprendente anche
S. Antonio al nobile Annibale Foschieri, tra i privilegi
accordati c’era quello di poter costruire un oratorio,
dedicato a S. Antonio da Padova. L'oratorio fu rifatto
nel 1682 e rimase fino al 1962. Nel 1951 divenne chiesa
parrocchiale.
Si tratta di un edificio di linee architettoniche
moderne progettato dagli achitetti Testi e Gasparini di
Carpi. |
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| La struttura è in cemento armato con pareti
di muratura a vista. L'altare maggiore è stato realizzato
da Romano Pelloni di Carpi, ai lati dello stesso si
possono ammirare le statue di S. Antonio da Padova e di
S. Agnese, sculture lignee policrome opera di Virgilio
Prugger di Ortisei. |
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Palazzo Pio di Savoia
ora Gasparini Casari |
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I Pio di Carpi ebbero un grande
attaccamento al territorio di Rovereto che al quel tempo
comprendeva anche quello di S. Antonio e, a
dimostrazione di ciò, vi edificarono un grande palazzo.
In origine l’edificio consisteva in un fortilizio
rettangolare con cortile interno e protetto da quattro
torri angolari e si può datare alla metà del 1400 circa.
Nel 1525 quando i Pio perdettero l’investitura del
Principato carpense, il palazzo rimase di loro
proprietà libero da vincoli feudali ed |
essi ne
fecero il centro delle attività derivanti
dall’agricoltura e dai commerci di quelle zone. Galazzo
IV, verso la fine del 1600, Io trasformò da presidio
fortificato in palazzo a figura di corte. Ne fu
architetto e disegnatore il figlio Andrea Pio.
Questo palazzo diventò residenza abituale dei Pio del
ramo Carpigiano e rappresentò il centro amministrativo
per la gestione dei vasti possedimenti fondiari ubicati
nel territorio. Alla fine del 1700, il palazzo venne
trasformato in villa-fattoria con l’aggiunta del grande
corpo frontale, ad est, terminante in due bassi torrioni
che ne definirono le ali secondarie. Ancora oggi
guardandolo, questo grande solitario palazzo pare
collocarsi sullo sfondo di un dipinto, soffuso da un
lirismo malinconico che gli deriva dalla sua ritirata
solitudine. |
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Oratorio dell'Immacolata Concezione |
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Fu eretto dalla famiglia Pio di fronte al palazzo nel
1605 per concessione di Papa Pio V nel 1605, che lo
dedicò all'Immacolata Concezione.
Fu rifatto su progetto di Manfredo XIII Pio nel 1656, in
belle forme di spiccata monumentalità e solennemente
benedetto il 18 dicembre dello stesso anno. Dal 1854 è
proprietà, così come il palazzo, della famiglia
Gasparini Casari che in esso ha posto le sue sepolture.
Si tratta di un elegante tempietto a forma quadrata con
cupola. |
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Gli esterni sono definiti da trabeazione a triglifi e
timpani triangolari con volute. La cupola reca
specchiature ad oculi ciechi secondo un gusto decorativo
di tradizioni tardo rinascimentali già presente in area
mantovana. Nell’interno, molto ben conservato, spicca un
paliotto in scagliola policroma con al centro
raffigurata la Madonna col Bambino sovrastata dallo
stemma dei Pio e le iniziali di Galasso Pio, opera di
Giovanni Pozzuoli eseguita nel 1689. |
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